atelier

 
 

Mosaicista di rinomato mestiere, Dagmar si sente stretta nella dimensione del laboratorio artigiano, del mosaico tradizionale e del lavoro su commissione. Non le basta riprodurre, interpretare, vuole sperimentare, creare, assegnare altra dimensione e dignità ai materiali noti.

Dare leggerezza al  mosaico è il suo obiettivo. E allora rinuncia al contesto originario, al soggetto, al bozzetto.

Estrapola invece particolari, frammenti, con uno sguardo privilegiato alle suggestioni di Klimt, li trasferisce quindi  in un nuovo contesto, assegnando al cemento una funzione complementare nell’intento di sottolineare la preziosità dei materiali musivi, siano oro o colori.

In questo percorso, iniziato dal prezioso assemblaggio di frammenti musivi, Dagmar intuisce le possibilità creative dell’altro materiale proprio del mosaicista, quello negletto e di supporto, il cemento.

Scopre l’infinitezza delle textures, le possibilità insite nelle trasformazioni di un materiale che evolve mano a mano che la rigidezza finale occupa il posto della duttilità iniziale.

E così il percorso si amplia, consentendo il dispiegarsi di una creatività “altra” rispetto al mosaico, nella ricerca di nuove esperienze artistiche, di nuove tecniche, con il sicuro intento della comunicazione di nuove emozioni.

Bianca Minigutti

dagmar mosaici